Spezzo il sigillo dell' alba con mani di vento
bevo l' ambrosia che cola dai rami del tempo,
mentre il pensiero si fa scia di cometa
e ogni catena si scioglie, diventa segreta.
Voglio il ruggito del treno che spacca la notte,
sentire le rotaie, le stelle, le rotte,
essere il graffio dell' aquila sopra il burrone,
l' orso che danza nel gelo, senza padrone.
Non cerco risposte, non cerco il ritorno,
voglio bruciare nel centro di un nuovo giorno,
fuggire le voci le maschere, il fiato,
per essere il vuoto, il Tutto, il creato.
Senza più pesi, senza più il nome,
correre libero oltre le chiome,
oltre l' azzurro che finge il confine,
dove le ombre si fanno divine.